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C’era una volta il turismo. E ora?

Una grande opportunità per le zone rurali

Nel 2019 il turismo rappresentava una delle più importanti imprese commerciali del mondo.

Viaggiare ed andare in vacanza era una normalità per la maggior parte delle persone e non c’era area geografica che non fosse toccata da questo fenomeno nel bene – per quanto riguarda il fatturato – e nel male- per l’inquinamento aereo e navale e l’impoverimento culturale dei luoghi.

Nave da Crociera nel canale della Giudecca a Venezia

Cosi parallelamente alla crescita economica cresceva la consapevolezza della necessità di un cambio di rotta verso un turismo sostenibile e responsabile che rivolgeva timidamente lo sguardo verso borghi e zone rurali.

Poi è arrivata la pandemia da Covid-19 e tutto si è azzerato. Gli aerei sono rimasti a terra, le navi ormeggiate in porto le mete turistiche si sono svuotate e tutta l’industria turistica mondiale ha subito un brusco arresto.

Ma viaggiare è un istinto che fa parte dell’uomo da sempre e così se si rinuncia a programmare viaggi intercontinentali a lungo raggio, non è così per quelli nazionali e di prossimità.

In particolare il turismo di prossimità sembra essere, stando ai dati delle ultime ricerche effettuate dagli addetti ai lavori, quello verso cui si stanno orientando le scelte dei viaggiatori. In particolare, le destinazioni di montagna e le zone rurali, così come i Borghi e i piccoli comuni, saranno, per il prossimo futuro, le mete oggetto di viaggi più o meno lunghi.

Ma cosa cercano in particolare in questi luoghi? Natura, relax e mangiar bene, ma anche cammini naturalistici e religiosi, ciclovie o aree dedicate alla mountain bike, percorsi escursionistici e trekking alla scoperta della flora e della fauna locale, ed ancora ospitalità diffusa ed esperienze legate alla cultura e all’artigianato locale, ed infine, ma non ultime, le esperienze enogastronomiche.

Che si tratti di degustazioni di prodotti tipici di eccellenza o di metter le mani in pasta per imparare a cucinare un piatto tradizionale o gustare una cena gourmet, un buon vino, una birra artigianale o un olio locale, di certo è l’offerta enogastronomica che trainerà il turismo e le scelte dei viaggiatori.

Per questo motivo, nonostante i tempi difficili che stiamo vivendo, ora è un tempo propizio per i borghi, i piccoli paesi e le zone rurali, per fare un investimento a lungo termine sul proprio futuro. I luoghi che si sono preparati o si sapranno preparare ora, potranno essere i protagonisti del rilancio dell’economia turistica, un’industria mondiale che, sebbene abbia subito un brusco arresto, riprenderà, com’è sempre stato a viaggiare a vele spiegate.

Angela Zwingauer

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